Disciplina o fede?

L’ora di religione in pochissime parole

La vera questione però è se sia la scuola pubblica di uno Stato laico il posto più indicato dove essere istruiti non su una disciplina ma su una fede.

(Corrado Augias, in risposta a un lettore di Repubblica che sostiene tra l’altro che l’ora di religione sia “scelta volontariamente” dal 91% degli studenti)

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Posted 8 days ago

Tutto uguale?

Ma Berlusconi e Marrazzo?

Berlusconi e Marrazzo non sono imputabili di nulla, circa le loro fantasmagoriche imprese. Riempirsi la casa di fighe più o meno prezzolate e giacere mezzi ignudi nel lettone di un trans non sono certo fatti delittuosi. Possiamo giudicare - ognuno per il suo livello di etica e di morale - più o meno riprovevole il loro comportamento, ma tutto ciò che hanno fatto rientra nella loro sfera privata. Non sono stati denunciati per nulla, nè hanno denunciato (non risultano querele da parte dell'uno o dell'altro nei confronti di troie o trans). E' tutto in regola. Può fare più o meno schifo, ma è tutto in regola.

Quindi, è tutto uguale come lasciavano intendere ieri sera i berlusconiani? Tutto tutto uguale? Tutta colpa della stampa pruriginosa e golpista? Ieri sera in tv ognuno recitava la sua filastrocca, e un paio di facce di merda facevano finta che non fosse successo nulla, in fondo. Però una cosa è successa, e cioè che Marrazzo se n'è andato. Nel giro di quattro giorni Marrazzo ha fatto tutto: è stato sputtanato, si è difeso scompostamente, ha mentito, poi si è arreso, ha scritto due righe, se n'è andato. Il percorso di Berlusconi è solo in parte uguale. E' stato sputtanato, si è difeso scompostamente, ha mentito. Ma non si è arreso, non ha scritto due righe ed è ancora lì. Osannato, pure.

La questione, evidentemente, non è solo privata. Piaccia o no a ognuno di noi, una cosa è del tutto indifferente: trombino ognuno chi gli pare e risolvano le loro questioni di coscienza e di famiglia, cazzi loro. Ma nelle pieghe di queste due storie ci sono elementi di rilevanza pubblica (se ne hanno penalmente, poi, c'è gente in grado di accertarlo). E' indifferente la qualità personale e la fedina penale della persona che ti procura le troie? E' indifferente farsi ricattare da quattro carabinieri e non dire una sega? E' indifferente esporre al ludibrio mondiale il tuo stile di vita, che sarebbero cazzi tuoi se tu non fossi il premier, e quindi la faccia di questa povera nazione? E' indifferente che un governatore paghi 5mila a botta (io per una botta dovrei risparmiare ferocemente per un anno, e sono uno di quelli fortunati)?

E' indifferente una montagna sistematica di bugie, di destra o di sinistra?

E' indifferente, infine, la telefonata tra questi due fresconi? Uno (in qualità di premier? in qualità di leader politico? in qualità di editore? in qualità di uomo più potente d'Italia?) telefona all'altro (governatore di una regione importante, esponente del partito opposto, commissario alla devastata sanità del suo territorio) e gli dice che c'è un video di lui con un trans, gli dà il numero dell'agenzia che lo detiene eccetera eccetera? Ma porca troia, è tutto così indifferente?

La disamina di Settore è grandiosa. Si capisce che l'uomo è interista...

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Posted 9 days ago

Risultati definitivi delle primarie nella Provincia di Vicenza

Pubblichiamo su questa pagina i risultati ufficiali definitivi delle primarie in Provincia di Vicenza.

A Montebello Vic.no Marino solo 2 voti sotto Franceschini: grosso risultato!!!

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Posted 9 days ago

Stile e sostanza

È scontato prendere le distanze dal gruppo di Facebook che si propone di uccidere Berlusconi. È meno scontato prendere le distanze da Il quaderno di Saramago, perché è uno scrittore raffinato e di grande qualità. Eppure questa raccolta di testi pubblicati sul suo blog è irrazionale, incontrollata, sciatta, superficiale; e le pagine su Berlusconi brillano solo per violenza poco o nulla argomentata. È un libro che sorprende in modo negativo. Ora, Il quaderno è entrato nella classifica dei libri più venduti in Italia.
A due livelli diversi ma non dissimili, i partecipanti al gruppo di Facebook e i lettori di queste pagine di Saramago si accontentano di una partecipazione all’avversione, si beano di deridere tutti quelli che non la pensano come loro, si sentono autorizzati a pensare il peggio per il nemico, si sentono confortati dal fatto di stare dalla stessa parte di un grande scrittore. Il gruppo di Facebook e i lettori del Quaderno di Saramago pensano che un’idea scema o un libro brutto bastino e avanzino per soddisfare i loro istinti peggiori. Così facendo, prescindono dal gusto, dall’argomentazione, dall’eleganza e dal senso di democrazia che le persone che non amano Berlusconi devono possedere in maniera decuplicata. Perché è già questa la battaglia contro Berlusconi, una battaglia di stile e di sostanza. E prima di accontentarsi del fatto che alcune pagine siano state scritte contro qualcuno, bisogna sempre occuparsi della qualità e della rigorosità con cui sono state scritte.

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Posted 10 days ago

Domenica non marinate le primarie!!!

Caro/a,

Eccoci arrivati all’ultimo miglio di questa lunga corsa per la Segreteria del Pd. È stata un’esperienza entusiasmante, dura in certi passaggi, ma che ha portato già grandissimi risultati.

Il Pd che si affaccia al giorno delle Primarie è un Pd già rinnovato, che ha cominciato a delineare un’identità più chiara e precisa soprattutto grazie al nostro impegno sui SI e i NO, a partire dal nucleare per arrivare alle unioni civili o ancora al contrasto della precarietà con contratto unico, salario minimo e reddito di disoccupazione.

Abbiamo saputo costruire molto in questi pochi mesi, per questo voglio ringraziarvi tutti per il lavoro fatto, per l’energia e la fantasia che avete saputo mettere in ogni piccola azione portata a termine per far conoscere le nostre idee e la mia candidatura.

C’è chi in queste ore parla di voto utile, anche io sono per il voto utile, convinto che ogni voto è utile se serve a confermare la bontà di idee e convinzioni che devono essere alla base dell’identità del nuovo Partito Democratico: idee semplici come quella che al centro delle azioni politiche ci debba essere sempre la persona o che tutti gli individui sono uguali e come tali devono poter godere di uguali diritti.

Vi aspetto in tanti in fila ai seggi domenica 25 ottobre per dire SI ad un partito laico, unito, un partito che decide, che torna a vincere e che cambia l’Italia liberandola dagli effetti illusionistici di questa destra.

Il 25 ottobre è la nostra occasione, il 25 ottobre votiamo la mozione Marino e sorprendiamo l’Italia!

 

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Posted 14 days ago

Le mie primarie

Domenica, invece di comprare la Gazzetta e bervi il caffé al bar, invesitte 2 € in Ignazio Marino per aiutarlo a diventare segretario del PD. Ci sono tanti motivi validi, molti li trovate nei post precedenti; per me uno dei motivi migliori è la speranza di qualcosa di nuovo che mi ha dato la mozione Marino.
Se poi appartenete alla circoscrizione sud del vicentino potete pure dare la preferenza al candidato all'assemblea regionale numero 9.
Perché bisogna anche avere il coraggio di metterci la faccia.

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Posted 15 days ago

L'ortodosso, il liberale, il tradizionalista @ Luca Ricolfi

E’ andata. C’è voluto un mese di lavoro, ma alla fine abbiamo avuto le risposte di tutti e tre. Non davamo per scontato che rispondessero al questionario della Stampa.

Questo perché un politico ha il diritto di scegliere se, quando e a chi rispondere, così come i cittadini hanno tutto il diritto di giudicarlo in base alle sue eventuali non-risposte. Perciò, innanzitutto: grazie a tutti e tre!

C’è un’altra cosa che non davamo per scontata, e cioè che emergessero differenze significative fra i tre candidati. E invece alcune differenze ci sono, e si vedono a occhio nudo.

Differenze politiche, innanzitutto. Solo Marino è a favore dell’abolizione del valore legale della laurea e punta su una sensibile riduzione delle tasse. E ancora solo Marino ha una posizione netta sul testamento biologico, rigorosamente imperniata sulla volontà del malato. Solo Franceschini dice in modo chiaro ed esplicito che punterebbe su un aumento dei posti in carcere. Solo Marino vorrebbe il salario minimo fissato per legge e uguale su tutto il territorio nazionale, Bersani e Franceschini non lo vorrebbero per legge ma «per via di contratto». Solo Bersani e Franceschini dicono chiaramente che sono contrari alle adozioni da parte di coppie omosessuali, e ancora solo Bersani e Franceschini dicono esplicitamente che le intercettazioni non sono troppe.

Le differenze sono così tante che viene da chiedersi: ma c’è anche qualcosa su cui i tre candidati alla segreteria del Pd sono d’accordo ? Sì, ma non è moltissimo. Su 12 domande, sono solo due quelle che hanno ricevuto la medesima risposta: sì al voto agli immigrati, no alla separazione delle carriere dei magistrati. Ce ne sono poi altre due, sulle pensioni e sul nucleare, in cui Marino e Franceschini sono d’accordo (sì all'aumento dell’età pensionabile, no assoluto al nucleare), mentre Bersani preferisce aggirare la domanda. Su tutto il resto le opinioni divergono, come il lettore può constatare confrontando le risposte riportate qui accanto. Se avessi a disposizione una sola parola per segnalare le differenze fra i tre candidati li definirei l'ortodosso (Bersani), il liberale (Marino), il tradizionalista (Franceschini).

Ma la scoperta più interessante, almeno per me, non è stata di contenuto, bensì di stile. I tempi di attesa, per cominciare: Marino ha mandato le sue risposte per primo, poi è arrivato Franceschini, infine - giusto in tempo - sono arrivate le risposte di Bersani. E poi, cosa ben più informativa, il modo in cui i tre candidati hanno «preso» l’idea del questionario, in particolare la circostanza che la maggior parte delle domande fossero a risposte chiuse.

Franceschini è stato il solo ad accettare il questionario per quello che è: uno strumento imperfetto per capire, all’ingrosso, le posizioni dei vari candidati. Bersani e Marino no, per loro la gabbia del questionario era troppo stretta. È accaduto così che il questionario di Franceschini contenesse 11 riposte «secche» (senza precisazioni) su 12, quello di Marino 4, quello di Bersani 3. Quanto alle risposte che, in un modo o nell’altro, finiscono per eludere la domanda, io non ne ho trovata nessuna in Franceschini, ne ho trovate 3 in Marino, almeno 4 in Bersani. Ma naturalmente il lettore può essere di diverso avviso, e trovare schematiche le risposte di Franceschini, profonde e articolate le riflessioni di Marino e Bersani, riportate integralmente qui a fianco.

Quel che posso aggiungere, a titolo assolutamente personale, è che la lettura del questionario ha modificato la mia immagine dei tre candidati come personaggi pubblici. Sapevo che Bersani era un politico, ma non mi ero reso conto che fosse così politico nel linguaggio e nelle risposte. Quanto a Marino, che erroneamente supponevo un po’ inesperto, ho scoperto che è già diventato un politico a tutti gli effetti. L'esatto opposto di Franceschini, che ho sempre immaginato come un politico navigato, e che oggi invece - dopo aver letto le risposte al questionario - scopro semplice e quasi indifeso, senza la corazza delle precisazioni e dei distinguo. Insomma, non so se lo sceglierei come segretario del Pd, ma almeno credo di aver capito quello che pensa.

Informiamoci informiamoci informiamoci!

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Posted 15 days ago

Putin tour

Visita lampo di Berlusconi in Russia. Un Putin tour.

Berlusconi-Putin, accordo sui tram: uno la distrae e l'altro le tocca il culo.

Spinoza.it è una spanna sopra.

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Posted 15 days ago

10 buoni motivi per votare Ignazio Marino « only connect

Ultimi giorni, affrettatevi! Primarie del Pd domenica 25 ottobre, a soli 2 euro!

10. Perché avrebbe accettato un serio confronto a tre con gli altri candidati. Che non fosse, s’intende, solo roba come l’intervista finto-gggiòvane delle Iene. (A proposito: studiate ragazzi, perdio! è ovvio che oggigiorno qualcuno, prima o poi, vi chiederà qualcosa su Lady Gaga.)

9. Perché è una persona normale. D’accordo, non è così normale fare trapianti di fegato ai babbuini, nella vita, ma il medico è una professione più comprensibile per la maggior parte degli elettori che trent’anni di poltrone, o poltroncine, o poltronissime (o seggiole delle Frattocchie, che oggi van giusto bene per i mercatini del vintage).

8. Perché è nato sotto il segno dei Pesci, e d’accordo che io sono di parte, ma le stelle dicono che Urano quest’anno è in buona, però non può fare tutto da solo.

7. Perché queste primarie, per questo Partito, sono l’ultima occasione per (soprav)vivere, come cantava qualcuno, e la posta in gioco non è meno alta che nel giro precedente. (A scanso di equivoci: la canzone citata è anche quella col ritornello che fa «Uno come te / io non lo troverò mai più / uno come te», e non è riferita a nessuno il cui nome inizi per W.)

6. Perché questo deve diventare un partito “for dummies”, semplice, trasparente, che lo voti e poi sai cosa ti aspetti. (Cosa che non è avvenuta le tornate scorse per piccole cose che vanno dalla legge sul conflitto d’interessi ai Pacs, tanto per dirne un paio.)

5. Perché quando uno dice Ignazio Marino non spuntano all’improvviso pacchetti di 20.000 tessere, come è successo a qualcuno, da qualche parte. Marino lo votano le persone, non le correnti, e – come canta qualcun altro – non è un piccolo particolare.

4. Perché il (ri)cambio non è solo quello dei calzini.

3. Perché la contemporaneità è un valore che manca in questo Paese, dove il modello è ancora il gagà degli anni ’50 che sogna il boom e corre dietro alle sottane. E Marino è il più contemporaneo dei tre candidati: sta alla politica italiana come Tutti pazzi per amore sta alla nostra fiction.

2. Perché è il momento di prendere una posizione ferma e chiara sul lavoro (senza lasciare che sia la Marcegaglia a rispondere sul tema posto fisso, così, per dire); sull’economia (senza più le assenze al voto contro lo scudo fiscale, per dirne un’altra); sull’immigrazione (senza lasciare più che subito dopo questa parola venga in mente “Gianfranco Fini”, nel gioco delle associazioni di idee); sulla laicità e i diritti (senza le fregole sul diritto al dissenso di certi deputati); sull’ambiente (senza più i “ma” a proposito di nucleare, che nel caso di alcuni altri candidati non finisce nemmeno nel programma).

1. Perché ve lo dico io, che discorsi. (E pure il Gabibbo.)

Dai, spendiamoli 'sti 2 € per darci una speranza!

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Posted 15 days ago

La canzone della D'Addario

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Posted 21 days ago