Nonna Angela, la Pace e la Libertà
La nonna Angela (che poi era mia bisnonna) aveva vissuto tutta la vita a Venezia, sposato un marinaio e avuto due bellissimi figli: mio nonno Amedeo e Argo, morto giovane nell’unico bombardamento che c’era stato a Venezia e che aveva affondato il vaporetto su cui lui viaggiava.
Ma la storia della (bis)nonna Angela ha un Alfa e un’Omega di tutto rispetto per una donna nata alla fine dell’Ottocento di cui vado orgogliosa e che oggi vale la pena di ricordare.
Nonna Angela è sempre stata ricordata come una donna minuta intraprendente e libera, i racconti familgiari narrano che lei attorno ai 14 anni se n’era andata di casa per seguire un circo. Insomma per un certo periodo era stata un’acrobata tanto che tutti quelli che l’avevano conosciuta si ricordavano il suo essere molto atletica e fisicamente elastica anche in tarda età.L’Omega, la parte finale della storia, ha a che fare con la sua morte arrivata dopo aver cresciuto i suoi due figli e aver lavorato come ostetrica per tutta la vita.
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Insomma, dopo una vita a far nascere bambini per le case veneziane nonna Angela il giorno della sua morte si trova in ospedale; arriva il sacerdote per l’estrema unzione e lei prima di accettare gli chiede di dire due cose a voce alta: “Viva la pace! Viva la libertà“.
Il sacerdote si rifiuta, Angela lo prega di accomodarsi fuori e muore con la sua Pace e la sua Libertà e senza l’estrema unzione.
Oggi è anche un po’per lei che trovo vergognoso che la Regione Veneto assuma a tempo indeterminato dei sacerdoti negli ospedali designati dalle diocesi e pagati dalle Usl.





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