Comments [2]
Caro dottore, dopo la corsa (oggi anche durante) sento un fastidio alla parte bassa del polpaccio sinistro, come un irrigidimento. Secondo lei si tratta di una patologia muscolare o tendinea?
È d’uopo un periodo di riposo o me ne sbatto le balle e ci corro sopra?
Comments [0]
E’ la sindrome dei trenta-quarantenni – troppo bruciati per fare i giovini, troppo freschi per fare i nonni.
Poi alla terza vasca ti tocca inventarti un crampo – l’acqua era troppo fredda, il costume mi si è slacciato, porca merda il proiettile che mi sono beccato in testa durante la guerra nel Golfo ha cominciato a pulsare. E poi ti metti in un angolino con la faccetta mesta (un po’ per continuare la sceneggiata e un po’ perché ti brucia), tanto lo sapevi che manco con un attacco di meteorismo dei giorni buoni avresti fatto 50 vasche – ma ti rode lo stesso il non averci nemmeno tentato sul serio.
E il momento X è arrivato anche per me. Io, che se per caso mi toccava correre per 100 metri come minimo sputavo un polmone in un tombino – beh, un pomeriggio ho fatto il brillante. Ho messo un paio di scarpe da tennis dal peso specifico prossimo a quello del piombo – e via. Intanto pensavo alla scusa da prendere da lì ai prossimi 5 secondi. Tipo uno svenimento con la bava alla bocca. Avevo persino i trucioli di Citrosodina pronti all’uopo. Invece ho corso. Niente di che, forse 2 chilometri ad una velocità imbarazzante persino per un carro funebre durante un corteo. Ma mi sono sentito un dio.
Comments [3]
Comments [1]
Parliamo un po'di podismo ché manca un aggiornamento storico: lunedì scorso partenza da casa alle ore 6.55, prelievo di quattro amici precettati il giorno precedente, e via nella ridente San Giovanni Ilarione, per gli amici Sangio, per partecipare alla marcia tra i ciliegi, una non competitiva di 7/13/20 km.
Esordio piuttosto infelice, visto che più che di una marcia si trattava di una scalata pensata per stambecchi. Il risultato minimo, cioè sopravvivere alla distanza media, è stato raggiunto, anche se con tempi biblici (intorno all'ora e venti). The caldo, pasta al ragù (erano le dieci...), e tutti a casa.
Dopo un paio di giorni di sindrome del gluteo pietrificato oggi sono in perfetta forma.
Nelle prossime settimane si replica, magari su percorsi meno verticali, cercando di portarsi su tempi più dignitosi.
Comments [0]
Comments [0]