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Il blog di Alessandro M. 
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Il comune va a fuoco, ovvero il flame di provincia

Mai avrei pensato che dopo due settimane dal risultato delle elezioni comunali ci si continuasse a scannare via blog, forum, Facebook (ognuno per il suo gruppo) e vetrine varie. Evito di mettere i link perché non vorrei mai farvi finire in questo tunnel.
Mi sembra che somigliamo troppo ai nostri politici nazionali. Purtroppo.

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Caro leader ti scrivo

Qui sotto c'è la mail che ho inviato al senatore Giaretta, responsabile del PD Veneto, dopo la Caporetto delle ultime elezioni. Ne ho mandato una copia anche al segretario Franceschini.
Giaretta mi ha risposo (un mito), Franceschini, per ora, no.

 Le elezioni comunali, Montebello Vicentino, il PD

 Salve senatore, mi permetto di scriverle. Sono Alessandro Massignani e ho frequentato la Scuola Veneta di Politica. Negli ultimi due mesi mi sono impegnato nella campagna elettorale per le elezioni nel mio paese di residenza, Montebello Vicentino.

 Noi del PD abbiamo fatto una lista civica con degli altri cittadini. Abbiamo perso, abbiamo perso male nonstante una campagna elettorale intensa e piena di incontri, di buona volontà.
Abbiamo perso di così tanto, probabilmente, perché il sindaco uscente aveva sul simbolo della sua presunta lista civica i loghi di PDL e LEGA NORD.

 Se mi passa il termine sono proprio incazzato: noi il simbolo del PD non possiamo metterlo perché viene ritenuto uno scacciavoti, noi cerchiamo di proporre un modo diverso di fare politica, e quindi combattiamo con altri mezzi rispetto ai nostri avversari, noi siamo quelli che quando hanno finito di lavorare cominciano a pensare a come coinvolgere la gente. Noi siamo quelli che non hanno nessuna possibilità di vincere.

 Il punto è che il partito, il mitico partito, ci lascia soli. Sono laureato in Scienze Politiche, ho studiato all'estero, lavoro per una multinazionale e non capisco come mai voi grandi capi non capiate che a queste condizioni non si riuscirà mai a vincere: dovete investire tempo e soldi nella formazione dei circoli, farli diventare dei nuclei operativi motivati e preparati, costringerli a fare rete, perché noi non abbiamo televisioni e giornali, non abbiamo veline e avvocati.

 Qui in Veneto, più che in altre regioni, non abbiamo nessun rapporto con la pancia della gente. Il nostro compito è molto più difficile: dobbiamo formare cittadini, farli uscire dalla dicotomia servo-padrone nella qualie sono divisi.

 Bisogna lavorare sui valori, sulla poesia che può essere la politica e anche sulla concretezza. Ma non lo fate, non lo facciamo. Non date ai circoli i mezzi per farlo. Abbandonati a noi stessi facciamo del nostro meglio e sprechiamo energie fino a che non molliamo.

 Impariamo a formare, lei in parte lo ha fatto con la SVP, impariamo a crearci un brand, a far sì che i circoli siano una sorta di franchising: non è un eresia, non dobbiamo essere ipocriti. Un franchising nella forma, nei mezzi di comunicazione, nel contenuto. Lavoro nel privato e so quanto può essere importante.

 Ma siamo soli, e il PD un partito fatto di persone che puntano all'autoconservazione. Lo fanno anche gli altri, verissimo, ma noi non siamo gli altri.

 Lei senatore, a sentirla parlare, mi ha dato l'idea di avere uno spirito giovane e critico: se abbiamo perso a Montebello e fatto male in molte parti si deve riorganizzare tutto, dobbiamo cercare la chiave di volta per fare del Veneto, terra di lavoratori e di grande impegno nel volontariato, un luogo in cui quello che diciamo viene almeno ascoltato. E invece tutti ci snobbano.

 Ad Ottobre, con il congresso, ci giochiamo una partita importante. Mi auguro si giochi pulito e si giochi per il bene di tutti, non per l'ambizione personale di politici "di alta gamma" ma che non hanno più niente da dire.

 Combattere prima di quel giorno vuol dire combattere quel giorno, dice Stefano Benni. Vuol dire arrivare pronti a Ottobre, o alle prossime elezioni politiche. O alle prossime amministrative a Montebello: mancano meno di cinque anni; abbiamo bisogno di tutto il tempo disponibile se vogliamo formare i circoli e i cittadini.

 Mi dia una speranza, mi faccia credere che c'è coscienza del disastro in cui ci siamo cacciati; mi dica se c'è volontà nel far funzionare il PD nel Veneto o se per voi va bene così.
E fate sentire i circoli meno soli e non utili solo alla raccolta di tessere.

 Abbiamo bisogno del PD, un altro PD, e il PD ha bisogno di noi.

 Con affetto e stima, Alessandro Massignani

 PS: guardi qui quello che abbiamo fatto: http://progettofuturo.wordpress.com

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Nè primi, nè secondi; ma neanche quarti.

 

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Perso di molto

A tempo debito approfondirò, per ora vi basti sapere che si è perso di un bel po'.
Il morale della truppa, per una serie di ragioni, è comunque ragionevolmente alto.

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Ouch!

- Il pugile: "Come vado?"
- Il coach: "Se lo ammazzi fai pari."
Le voci che girano non sono - diciamo così - confortanti. 

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L'Europa vista da qui

Risultati "non brillanti", per come la vedo io.

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Sono più di là che di qua

http://progettofuturo.wordpress.com
Ma è solo una cosa temporanea, poi torno qui a pieno regime.
 

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